(Deutsch) Andacht 11/2021

„… riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo,

eterna, nei cieli.“

  1. Cor. 5,1

 

 

 

 

 

Probabilmente l’ultimo. Un punto di luce giallo sul cespuglio di rose nel nostro giardino. Quasi con sfida, resiste, mentre le foglie gli girano intorno, per cadere finalmente a terra. È novembre – è tempo di dire addio alle giornate calde e luminose. L’umidità nebbiosa, il freddo e l’oscurità prendono il sopravvento e spostiamo i mobili da giardino in casa, le stufe vengono accese, il tè sostituisce sempre più spesso le bevande fredde. Atmosfera di novembre – in questi giorni si fa avanti un’atmosfera del tutto singolare. Mi vengono in mente dei versi di poesia: “Chi non ha casa adesso, non la avrà” (Rilke). I giorni della memoria che evocano ricordi di cose passate, cose perse, intensificano l’umore depresso. Accondiscendere alla pesantezza della vita, ascoltare storie che sono state create da uomini, portare la morte nella vita. Passare dal sospiro al desiderio, non stare lì denudato. Non essere un albero senza foglie, non essere un essere umano senza una casa celeste, con tutte le malattie, le violenze, i senza tetto e l’aborto dei giorni di vita. Riusciamo in questo peregrinare dalla tristezza alla speranza, come un processo interiore del cuore?

Forse allora, se faccio attenzione alla contromossa. Una luce in mezzo all’oscurità. Prima una, poi due, … e poi un intero albero pieno di luci, uno scintillio ed un luccichio colorato. Gli occhi percepiscono, le orecchie sentono: “Un bambino è nato per voi, Meraviglia,, Principe della Pace”. E il cuore? Possiamo capire cosa significa? Avvertiamo la speranza che parla di questo messaggio, la forza che è capace di dare? Riconosciamo i segni della vita in mezzo alla morte che ci circonda?       Il vostro pastore Carsten Gerdes