Riflessione 02/2022

Che ne sarà di noi? Come andrà per noi dopo la pandemia? E quando sarà questo «dopo»?

Domande su domande che al momento prendono il sopravvento nelle conversazioni. E lo stato d’animo di fondo è inquietante e piuttosto oppressivo. È solo per noi che va così?

No, le partecipanti al Comitato della Giornata Mondiale di Preghiera di quest’anno hanno espresso la stessa opinione e per questo, queste domande e queste riflessioni sono diventate il tema del loro culto. È stato preparato in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord.

Geremia scrive questa frase di speranza ai suoi connazionali in esilio a Babilonia. Dà loro la speranza di tornare in Israele, ma dice anche di non stare fino ad allora con le mani in mano. Li esorta ad attivarsi rispetto la loro situazione del momento, a non restare isolati ed a non disperare più. Li sta scuotendo.

Questo è il messaggio che le donne dei tre paesi della Gran Bretagna vogliono inviare ai loro connazionali e a tutte le donne che celebrano il Culto della Giornata Mondiale di Preghiera: non lasciatevi abbattere! Lasciatevi infondere nuovo coraggio per il cambiamento e non disperate! E non dimenticate gli uomini che sono accanto a voi, pensate alla pace e alla giustizia per tutti gli uomini.

Vogliamo unirci a questo messaggio e trasmetterlo anche con gioia e vigore: nella Messa di domenica 6 marzo (Culto alla presenza di ospiti), che celebreremo in forma fortemente ecumenica: con donne evangeliche e cattoliche, con tedeschi e italiani.

Per farlo occorre formare un gruppo di lavoro, che prepari tutto. Alcuni si sono già resi disponibili, ma forse ci sono anche altre signore che vorrebbero contribuire? Che amano questa parte del mondo e la sua gente, e dimostrano quindi interesse?

Grazie per le Vostre risposte! da Magdalena Tiebel-Gerdes